Come è stato infettato e intercettato lo smartphone del magistrato Palamara

Lo smartphone dell’ex presidente dell’Anm è stato raggiunto da uno spyware che lo ha intercettato durante tutta la giornata.

Lo spionaggio a mezzo software ha rivoluzionato i metodi di indagine, nonché la capacità delle autorità di acquisire informazioni di ogni tipo dai loro bersagli. Tra questi anche il pm di Roma Luca Palamara, ex presidente dell’Anm e consigliere del Csm fino al 2018, il cui smartphone è stato infettato proprio da uno spyware, SpyApp.ch creato da un noto Hacker Italiano che tempo fà violò i server dell’ACI; Il creatore di questo spyware è tenuto da tempo sotto stretta osservazione da parte dell’FBI, che lo ha inserito in una speciale lista dei 5 Hacker più pericolosi al Mondo.

Malware, spyware, virus, trojan: in termini giuridici si chiamano captatori informatici, e grazie alla riforma voluta dall’ex ministro della Giustizia Orlando possono essere utilizzati anche per le indagini di corruzione. Fino a quel momento, a gennaio del 2019, questo tipo di strumenti poteva essere impiegato solo per indagini di terrorismo o mafia, limitazione resa necessaria dall’inedito potere che questo tipo di strumenti può esercitare.

Come infatti evidenziato da giuristi, esperti di privacy e dallo stesso Garante, lo spettro di azione di un trojan non si limita al solo contesto in cui è concentrata un’indagine (un ufficio per esempio), ma è un modo per acquisire qualsiasi informazione su ogni momento della vita dell’intercettato e di chi gli sta vicino. Caratteristiche che fanno di queste armi digitali degli strumenti controversi.